La realtà aumentata in store: come saranno i negozi del futuro

Quando si parla di Business, la qualità di un prodotto è solo uno dei tanti fattori in gioco per il successo degli affari. Oltre a questa fondamentale variabile, ce ne sono molte altrettanto importanti, ad esempio il valore del brand, il prezzo del prodotto e l’esperienza di acquisto in store o online.

Quest’ultima ha accresciuto negli ultimi anni la sua importanza: per massimizzare i risultati, è infatti importante sviluppare la capacità di coinvolgere il cliente in un’esperienza distintiva e stimolarne la fidelizzazione per promuovere un word of mouth positivo.

Le azioni messe in atto per raggiungere questi risultati si concentrano in una specifica fase del path to purchase: si tratta del First Moment of Truth, come viene chiamata nel modello elaborato da Procter & Gamble, ossia del momento in cui il potenziale cliente entra per la prima volta in contatto fisico con il prodotto. In altre parole il First Moment of Truth avviene quando un cliente entra in negozio e ne fa esperienza per la prima volta.

Lo sviluppo di maggiori touchpoint digitali ha aperto negli ultimi anni nuove opportunità per rendere più coinvolgente questa fase e ha lanciato nuove e stimolanti sfide per gli store, chiamati a portare la propria customer journey a livelli sempre più alti di coinvolgimento e trasformare la shopping experience in un’esperienza di entertainment vera e propria.

Data questa evoluzione tecnologica della shopping experience, sempre più brand scelgono di investire nelle soluzioni offerte dalla Realtà Aumentata.

Questa nuova tecnologia è stata già adottata da diversi player d’avanguardia, per dare un aspetto rinnovato e tecnologicamente avanzato agli store fisici e offrire ai propri clienti un’esperienza disruptive rispetto alla tradizione, ma anche e soprattutto per ridurre il gap tra store virtuali e potenziali clienti online.

Ma come saranno i negozi del futuro? Vediamo insieme qualche esempio di come la realtà aumentata in store ha già trasformato la shopping experience, e alcuni trend da tenere sotto osservazione:



La Realtà Aumentata e il Camerino Virtuale

La realtà aumentata è una tecnologia altamente avanzata in grado di arricchire la nostra percezione di realtà, aggiungendo ad essa informazioni digitali.

Perché allora non utilizzare la Realtà Aumentata per consentire ai clienti di provare virtualmente i prodotti cui sono interessati?

Sono sempre di più i negozi che hanno scelto di dotarsi di un camerino virtuale, una sorta di specchio potenziato in cui i clienti possono vedersi con indosso i capi disponibili nello store.

In un momento storico in cui le misure anti Covid-19 impongono la riduzione di contatti fisici, quella del camerino virtuale può costituire una vera rivoluzione nel settore fashion, resa possibile grazie al Body Scanning, schermi LED e avanzati sistemi gestionali.

Si tratta di un passo importante verso un Retail sempre più Psygital, per offrire ai clienti una customer experience ibrida, in cui physical e digital si fondono e con-fondono senza soluzione di continuità.



La Realtà aumentata negli acquisti online

Uno dei problemi sperimentati più di frequente da chi possiede o gestisce un E-Commerce è quello relativo ai carrelli pendenti: capita di continuo, infatti, che un prodotto aggiunto in carrello da un utente potenzialmente interessato vi rimanga per molto tempo prima che l’acquisto venga finalizzato.

Perché questo succede? Prima di tutto, perché il percorso di acquisto non è quasi mai del tutto lineare, ma è condizionato da diversi fattori, molti dei quali legati all’aspetto emotivo della shopping experience, in particolare alla paura di fare un acquisto sbagliato.

Un modo per aiutare l’utente a vincere i propri dubbi e ad accelerare la decisione di acquisto è di anticipare l’esperienza che l’utente farà del prodotto, in modo da farglielo “provare” nel modo più realistico possibile.

Ikea, ad esempio, ha incrementato il tasso di conversione sul proprio E-Commerce, grazie all’implementazione di una funzione nella propria app, che consente di visualizzare mobili e complementi di arredo inseriti nei reali ambienti di casa.

Nessuno vuole infatti investire denaro e tempo nel montare una grande libreria nel proprio salotto per scoprire solo alla fine che il colore non si abbina a quello delle pareti o, peggio, che le dimensioni non sono quelle giuste.

Adottando la realtà virtuale all’interno della sua app, Ikea riduce il grado di incertezza dell’utente e lo aiuta a finalizzare la conversione con maggiore sicurezza e soprattutto con una maggiore probabilità di soddisfazione.

Sulla stessa scia si collocano le azioni intraprese da importanti player nel settore della Cosmesi come L’Oreal, Sephora e MAC, che hanno messo a punto un sistema di realtà aumentata che rende possibile provare i prodotti semplicemente inquadrando il proprio volto con la fotocamera dello smartphone. Una soluzione particolarmente utile in un momento storico come questo, in cui la possibilità di spostamento è limitata.

E che dire degli acquisti di calzature?

Sono considerati da molti come i più “rischiosi” da fare online, se non altro per la facilità di sbagliare taglia. Ecco perché Wanna Kicks, ha pensato di introdurre una funzione nel proprio store digitale che consente agli utenti di “provare” virtualmente le proprie sneaker preferite: per farlo basta puntare la fotocamera verso i piedi, e le scarpe compariranno sullo schermo.

La prova virtuale delle scarpe è peraltro un tema particolarmente sentito dai brand, tanto che sempre più aziende stanno investendo nella scansione in 3D dei piedi, per risolvere il problema delle taglie delle scarpe e agevolare gli acquisti online.

Esempi virtuosi di queste soluzioni sono state lanciate da Snapfeet, che ha sviluppato un sistema in grado di suggerire la taglia più adatta in base alla morfologia del piede grazie a una sinergia vincente tra Intelligenza Artificiale, Machine Learning e Realtà Aumentata.

Passando dalle calzature ai piaceri di gola, da segnalare il caso Magnolia Bakery.

Si sa quanto l’aspetto estetico sia decisivo nel food, soprattutto nella pasticceria. Ecco perché la catena di dolci più famosa di New York, ha lanciato un menu catering in realtà aumentata, che consente ai clienti di vedere nel tavolo di fronte a loro la torta e comporla secondo i propri gusti e desideri usando un semplice smartphone.

Questi esempi di Realtà Aumentata ci mostrano come il trend dell’uso di questa tecnologia sia già in atto tra i grandi brand, ma le previsioni dicono che la ricerca e la continua evoluzione tecnologica permetteranno presto anche alle realtà più piccole di modificare i processi d’acquisto quotidiani grazie alla realtà aumentata.

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